DAL MONDO                                                                                                                                            

31 DICEMBRE 2008

Gaza. «I bombardamenti continuano, pregate per noi»
Pregare intensamente per Gaza. È la richiesta che giunge in queste ore dalle religiose cattoliche che vivono nella Striscia di Gaza, condividendo la sorte della popolazione locale. «In questo momento stanno bombardando, non so se riesce a sentire al telefono il rumore degli aerei sopra la nostra testa - mi dice la responsabile della scuola di Gaza delle Suore del Rosario -. Ieri hanno bombardato ovunque a Gaza e la situazione è davvero molto grave. I negozi sono tutti chiusi e non si può comprare cibo da nessuna parte. Non possiamo muoverci da casa e non possiamo andare in chiesa. Il problema più grave è l'elettricità che non abbiamo e di notte dobbiamo accendere le candele per spostarci. Negli ospedali si vive un'emergenza perché non ci sono più posti disponibili. La situazione è davvero molto brutta. Anche la nostra scuola è stata danneggiata, sono esplose bombe molto vicine e le porte e le finestre sono saltate. Vi chiediamo di pregare per noi».

«I bombardamenti sono continuati anche vicino a noi tutta la notte ma per fortuna non nel nostro quartiere, per adesso siamo scampate - racconta da Gaza suor Salima, della fraternità delle Piccole sorelle di Gesù -. Oggi è venuta da noi una giovane sposa di vent'anni, che conosciamo da quando ne aveva cinque. Questa notte un missile ha centrato il suo appartamento ed è rimasta senza niente. Esiste una grave emergenza di tipo alimentare, manca il pane, e soprattutto il problema è l'acqua, che viene distribuita in modo fortemente irregolare. Così tutti siamo costretti a usarla con cautela. In queste difficoltà il parroco fa tutto il possibile per rimanere vicino alla gente di Gaza. Vi chiediamo di pregare seriamente per noi, perché qui non riusciamo a vedere una soluzione alla guerra».
Intanto la situazione di Gaza sembra indurre il Vaticano a riconsiderare l'opportunità di un imminente viaggio papale in Terra Santa. Da più parti è stato annunciato per il prossimo maggio, ma finora non c'è stata alcuna conferma ufficiale della Santa Sede.

 

 

5 NOVEMBRE 2008:Oggi ricominciamo a sperare. E' festa grande! Yes we can!
La vittoria di Barack Obama è la vittoria dei diritti umani.

Barack Obama è il nuovo presidente. Oggi è un grande giorno di festa. La festa degli emarginati, degli esclusi, delle minoranze, degli immigrati, degli africani, dei disabili, dei bambini, dei vecchi, dei più poveri. A loro Barack Obama ha offerto la possibilità di tornare a sperare. E loro lo hanno ricambiato con una partecipazione straordinaria. E' stata una rivolta popolare contro l'ingiustizia, le discriminazioni, l'arbitrio, la prepotenza e l'arroganza.
Con loro ricominciamo a sperare anche noi. Cambiare è difficile ma non impossibile. Contro chi ci vuole dividere in ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri, in fortunati e sfortunati, in italiani e stranieri, in bianchi e neri, in privilegiati ed esclusi, in legali e illegali oggi abbiamo una possibilità in più di ricominciare a sperare in una vita e in un mondo più giusto e pacifico.
Oggi festeggiamo la fine di un governo che ha fatto tanto male agli americani, all'America e al mondo intero. Oggi festeggiamo l'inizio di una grande opportunità di cambiamento.
La vittoria di Barack Obama è la vittoria dei diritti umani. Non è la vittoria di un partito o di una ideologia. E' una vittoria molto più ampia e profonda. E' la vittoria di un nuovo modo di fare politica, di un'altra agenda della politica, di un nuovo modo di considerare le persone, la gente, la società civile responsabile. E' la vittoria di tutti coloro che si impegnano quotidianamente per la giustizia, per l'uguaglianza, per la pace, per le pari opportunità, per promuovere tutti i diritti umani per tutti.
E' giunto il momento del cambiamento per gli Stati Uniti. Lo può essere anche per noi e per il mondo intero. Nessuno si deve aspettare miracoli. Le sfide sono immense. Ci saranno anche delusioni. Ma molto dipenderà anche da noi, dal modo in cui sapremo sfruttare questa straordinaria opportunità per accelerare il nostro cammino, in Italia e in Europa, sulla via della pace e della giustizia.
Con questo spirito, sabato prossimo 8 novembre 2008 daremo vita all'Assemblea nazionale "Difendiamo i diritti umani! Realizziamo la Costituzione" organizzata dalla Tavola della pace, da Libera e da Strada Facendo (Roma, Nuovo Cinema Aquila, Via L'Aquila 68 dalle ore 9.30 alle ore 18.00).
Un grande incontro di gente diversa impegnata in Italia e nel mondo per difendere la dignità e i diritti delle persone e dei popoli. Gente impegnata non solo a dire ma a fare. La stessa gente che, in America, ha reso possibile la vittoria di Obama. Spetta a noi fare i conti con le nostre responsabilità e con coloro che vogliono continuare a farci del male. Da oggi, con rinnovata speranza. Buona giornata.
Flavio Lotti Coordinatore nazionale della Tavola della pace

(ANSA) - ROMA, 21 OTT - "La prima vera scommessa da vincere é la partecipazione, passare dall'io al noi". Per raggiungere importanti obiettivi come la pace, la difesa dell'ambiente, il superamento di tutte le forme di disagio sociale "é necessario poter contare sul contributo di tutti".

E' quanto ha spiegato don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e presidente dell' Associazione Libera, durante l'incontro alla Casa Internazionale delle Donne di Roma con
gli studenti dell'VIII edizione del Corso EuroMediterraneo di giornalismo ambientale "Laura Conti", organizzato dall'Editoriale La Nuova Ecologia, in partenariato con il Centro Mediterraneo per l'Informazione e la Comunicazione del Programma Ambiente delle Nazioni Unite. Il sacerdote simbolo della lotta alle mafie, ha affrontato vari temi: legalità, etica come corresponsabilità e valore della professione giornalistica. "La prima mafia da combattere é quella delle parole, perché a parole ci sono sempre tutti" ha affermato don Ciotti. Tra gli argomenti anche il ruolo della politica "incapace di
produrre leggi adeguate e in tempi giusti, ma sempre pronta a promulgare provvedimenti in difesa di interessi particolari". Don Ciotti ha parlato anche della questione rifiuti. Secondo il sacerdote rappresentano l'emblema della società, dello spreco e del consumismo. Infine ha ricordato il ruolo svolto da associazioni come Legambiente che, nell'ultimo rapporto Ecomafia, denuncia una situazione preoccupante: nel 2007 le ecomafie hanno fatturato poco meno di 20 miliardi di euro, circa un quinto dell'intero giro di affari della malavita organizzata.

14 AGOSTO 2008

La Tavola della pace con Famiglia Cristiana

Perugia, 14 agosto 2008. All´indomani delle pesanti espressioni di intolleranza rivolte da alcuni esponenti del governo al direttore di Famiglia Cristiana, Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace ha inviato a Don Antonio Sciortino il seguente messaggio di solidarietà:

Caro Direttore, voglio esprimere, a Lei e a tutta la redazione di Famiglia Cristiana, la mia sincera solidarietà per i pesanti insulti che Le sono stati rivolti. Essi rivelano preoccupanti atteggiamenti di intolleranza che indeboliscono la nostra democrazia e violano gli stessi diritti alla libertà di opinione e di informazione. Condivido pienamente le vostre preoccupazioni e riflessioni sulla grave condizione in cui versa il nostro paese e sulle altrettanto gravi responsabilità di chi ci sta governando. Nessuno può sottovalutare l´allarme lanciato anche dal Suo giornale. Un´ondata di politiche discriminatorie accompagnate da un linguaggio e da campagne mediatiche che spargono violenza, tensioni e insicurezza sta alimentando una preoccupante serie di violazioni dei fondamentali diritti umani sanciti innanzitutto nella nostra Costituzione. L´impegno contro la miseria, l´impoverimento e l´emarginazione di tante persone e famiglie, dentro e fuori il nostro paese, deve essere messo al primo posto dell´agenda politica italiana. Ringrazio il Suo giornale per averlo detto, ancora una volta, in modo chiaro e inequivocabile.

Per contatti stampa: Floriana Lenti 338/4770151 Ufficio Stampa Tavola della Pace Tel. +39 075 5734830 Fax +39 075 5739337

LUGLIO 2008

Per chi ancora non lo sapesse, e’ possibile ascoltare 24 ore su 24 AFRIRADIO, una nuova web radio interamente dedicata all’Africa. Musica, informazione e intrattenimento di qualità sono i principali elementi che caratterizzano il flusso radiofonico, che concentra al mattino la fascia informativa con un programma di approfondimento quotidiano al quale subentrano le notizie. Gli utenti potranno così ascoltare la web radio 24 ore su 24 e intervenire direttamente in alcuni programmi radiofonici grazie alla chat e all’invio di email, mentre le radio avranno la possibilità di scegliere e acquistare i programmi di loro interesse.

Ideatori di questo progetto sono i missionari comboniani di Verona e, in particolare, lo storico mensile Nigrizia e il suo settore Multimediale (Nigrizia Multimedia). Si tratta di una vera e propria rivoluzione nella comunicazione comboniana sull’Africa - fino ad oggi limitata al mensile e al suo sito web (www.nigrizia.it) - che nasce dalla volontà di promuovere il continente nelle sue diversità, valorizzandone le potenzialità. ”AFRIRADIO” si propone, dunque, di sovvertire gli stereotipi che vogliono il continente sinonimo di fame, malattie, guerre e miseria, proponendo invece un’immagine che rifletta la poliedricità di un territorio vasto ed estremamente diverso. Quanti, ad esempio, sanno che la Tanzania ha messo al bando già da mesi i sacchetti di plastica? O che il Sudafrica è all’avanguardia nella produzione di energia da fonti alternative? Voce all’Africa, quindi, non solo con l’informazione, ma anche attraverso la partecipazione degli africani in Italia, coinvolti direttamente nel progetto. “Afriradio - spiega padre Giuseppe Cavallini, Coordinatore del Centro Comboni Multimedia e Direttore del Museo Africano di Verona - si pone, senza presunzione alcuna, come fonte di informazione alternativa agli apparati mediatici che promuovono interessi economici e politici di parte e non si preoccupano di offrire all’opinione pubblica una informazione che sia anche formazione critica, voce dei popoli dell’Africa e del Sud del mondo,  megafono di chi crede in una società in cui vengano promossi valori umani ed evangelici quali la solidarietà, l’accoglienza, il dialogo interculturale, l’incontro interetnico e il rispetto per le diverse tradizioni e fedi religiose”.

Nigrizia Multimedia Vicolo Pozzo 1, 37129 Verona tel: +39 045 8092296    email: direttore@nimedia.it website: www.nimedia.it

 

 PERUGIA, 20 MAGGIO 2008

Cari amici, come sapete, la pace si nutre di una comunicazione e di un’informazione libera, plurale, attenta ai diritti umani e al bene comune, vicina ai bisogni vitali della persona, rispettosa della sua dignità. Eppure, nel nostro paese, spesso i grandi mezzi d’informazione –e purtroppo la stessa Rai- diffondono una falsa idea della pace. Programmi, immagini, linguaggi e comportamenti irresponsabili trasmettono valori e modelli che compromettono le radici della cultura della pace e dei diritti umani, della responsabilità e della giustizia. Mentre si enfatizzano in modo ossessionante alcuni episodi di cronaca nera e si alimentano atteggiamenti di paura, di chiusura e di intolleranza, i veri grandi problemi delle persone e dei popoli, di casa nostra e del mondo, della guerra e della pace vengono per lo più ignorati sino a quando esplodono nelle forme peggiori.
Per questo la Tavola della pace ha deciso di promuovere una “manifestazione nazionale per un’informazione e una cultura di pace” da tenersi davanti alla sede della Rai di Roma. La vogliamo organizzare, in occasione del 60° Anniversario della Dichiarazione Universale dei diritti umani e della Costituzione italiana, nell’anno europeo del dialogo interculturale, insieme a tutti coloro che reclamano il rispetto dei diritti umani, per sé e per gli altri, a casa nostra e nel mondo e non sono mai rappresentati. La vogliamo fare non solo e non tanto per noi ma per le persone e i problemi di cui ci occupiamo. La vogliamo organizzare insieme a tutti i cittadini che vogliono un servizio pubblico libero ed efficace. La manifestazione di Roma non vuole essere il punto di arrivo ma di partenza di un rinnovato impegno comune per un’informazione e una cultura di pace.
Con questa lettera vi invitiamo ad aderire al comitato organizzatore della manifestazione che terrà la sua prima riunione nelle prossime settimane. Nella nota che vi alleghiamo potete trovare in sintesi le ragioni e gli obiettivi dell’iniziativa. Vi invitiamo a leggerla e a mandarci da subito le vostre osservazioni e proposte.

Flavio Lotti e Grazia Bellini coordinatori nazionali della Tavola della pace

Per adesioni e informazioni:
Tavola della Pace, via della viola 1 (06100) Perugia Tel. 075/5736890 - fax 075/5739337 - e mail: segreteria@perlapace.it - www.perlapace.it

 

 

KENIA 26/3/2008  CONSULTAZIONI PER NUOVO GOVERNO, ULTIMI NODI DA SCIOGLIERE

Ruotano intorno al numero dei ministri e alle attribuzioni delle nomine di maggior rilievo le consultazioni per la formazione di un governo di coalizione in corso in questi giorni a Nairobi. Il presidente Emilio Mwai Kibaki e il capo dell’opposizione Raila Odinga hanno aggiornato la riunione svoltasi questa mattina senza rilasciare commenti, ma secondo la stampa locale oggetto del contendere sarebbero i dicasteri di Finanze, Informazione, Immigrazione e Autorità locali. In particolare, quest’ultimo è ritenuto importante da entrambe le forze politiche in previsione delle prossime elezioni del 2012, poiché da esso dipendono il controllo di province, distretti e consigli municipali. Fonti interne al Partito di unità nazionale (Pnu) di Kibaki hanno detto di aver proposto la creazione di un gabinetto composto da 44 ministeri – frutto della scissione di alcuni incarichi – per soddisfare le richieste di entrambe le parti. L’opposizione sarebbe invece orientata per un esecutivo di 34 membri, 17 a testa, da distribuire equamente. Odinga e Kibaki – ha annunciato il vicepresidente Kalonzo Musyoka – partiranno nei prossimi giorni per una visita nella Rift Valley, una delle regioni più colpite dalle violenze post-elettorali verificatesi nel paese tra gennaio e febbraio scorsi. (Fonte: MISNA)

Perugia, 7 marzo 2008

Medio Oriente: basta con le lacrime di coccodrillo "Quello che sta accadendo a Gerusalemme e a Gaza è anche colpa nostra"

Cosa deve accadere ancora prima che decidiamo di intervenire? Quante stragi ancora? Quanto sangue ancora? Dove sono i politici? Dove sono i responsabili della politica italiana? Cosa hanno fatto in tutti questi anni per evitare la continuazione di queste stragi?".

E´ quanto ha dichiarato oggi Flavio Lotti, direttore del Coordinamento Nazionale Enti Locali per la pace e i diritti umani e coordinatore della Tavola della Pace, in viaggio per Gerusalemme per promuovere alcuni progetti di pace tra israeliani e palestinesi.

 

 

VENERDI’ 29 FEBBRAIO 2008

Finalmente ieri pomeriggio il Presidente del Kenya, Mwai Kibaki, ha firmato un accordo con il leader dell’ opposizione Raila Odinga che dovrebbe metter fine alla situazione di tensione e di violenza che ha prevalso nel Paese negli ultimi due mesi.

 

 

MERCOLEDI’ 13 FEBBRAIO 2008

Proseguono in una località segreta fuori Nairobi, come richiesto dal mediatore dell’Unione Africana (UA) Kofi Annan, i colloqui nell’ambito dei negoziati per trovare una strategia condivisa di uscita di crisi tra maggioranza e opposizione keniana. Annan ha ribadito anche che in questa fase delicata, sarebbe opportuno il ‘silenzio stampa’ per evitare che le polemiche dei giorni scorsi rischino di far naufragare i passi in avanti compiuti finora. “I delegati continuano a lavorare in modo costruttivo e a registrare reali progressi” segnala una nota emessa dai negoziatori, in cui si precisa che “le dichiarazioni del presidente Annan sulla possibilità di un accordo per un governo di grande coalizione rappresentano il suo punto di vista sulle discussioni e non sottintendono il raggiungimento di un’intesa in questo senso”. La precisazione è giunta dopo che la rappresentante del presidente Emilio Mwai Kibaki, Martha Karua, si era detta “allarmata” dalle parole di Annan, che aveva dichiarato, parlando martedì al parlamento di Nairobi, che la formazione di un governo di grande coalizione “potrebbe costituire una soluzione alla crisi”. Nel suo intervento, Annan aveva ribadito la necessità un esecutivo di coalizione, una commissione indipendente incaricata di indagare sulle denunce di brogli elettorali, modifiche alla costituzione e riforma del sistema giuridico.

LUNEDI’ 7 GENNAIO 2007 padre Renato Kizito

Domenica 6. Quasi mille persone che abitavano a Kibera sono sfollati nel Jamuhuri Show Ground, a meno di un chilometro da casa. Questa e’ la sede dell’annuale fiera agricola, e ci si arriva passando attrverso un campo di polo. Dalla parte opposta della strada ci sono dieci ettari di foresta, di proprieta’ degli Scouts, mantenuta com’ era centa’nni fa.Si e’ immersi nel verdi, uno dei posti piu’ belli di Nairobi per farsi una passeggiata. Poi improvvisamente, dopo una curva, si arriva a Kibera, le narici vengono assalite dalla puzza di una discarica abusiva, che tracima sulla strada. E’ il biglietto da visita di cosa ci si deve aspettare a Kibera.

Al Jamuhuri Show Ground gli sfollati sono sistemati provvisoriamente nelle strutture che servono per la fiera. La sistemazione e’ tutto sommato dignitosa, ma manca il cibo, i serivizi sanitari sono insufficienti e il disagio, la paura, l’ incertezza per il futuro sono dipointi sui volti di tutti. Parlo con alcuni di loro, chiedo di che cosa hanno bisogno, e mi accorgo che si sono persone di quasi tutte le etnie del Kenya. Tanti kikuyu, ma anche luo, luyha, kamba, maasai. Una donna mi spiega “quelli che bruciavano le case e le bancarelle all’ inziao hanno attacto solo i kikuyu, ma poi ci hanno preso gusto, e hanno saccheggiato semplicemente dove c’era piu’ da rubare”. Adesso qi c’e’ la protezione della polizia e sono tutti in fila, in attesa di ricevere avare razioni di farina e di fagioli che cuoceranno su fuochi imporvvisati..

Gli aiuti umanitari hanno incomincito ad arrivare. Le radio stamattina hanno annunciato che da Mombasa e’ partito un convoglio di camion che trasporta 650 tonnellate di granaglie e di olio commestibile. Alcuni si fermeranno a Nairobi, la maggioranza procederanno per Eldoret, che la scorsa settimana e’ stata l’ epicentro dlele violenze piu’ gravi, e dove di parla di oltre 150,000 sfollati. Gli aiuti umanitari, l’ ho visto dappetutto ma su ampia scala particolarmente in Sudan, portano con se quasi inevitabilmente un pesante fardello di dipendenza e corruzione, ma per questa povera gente vogliono dire una sopravvivenza meno stentata.

A Kibera tutto e’ calmo. I segni della violenza sono ancora evidentissimi: qualche decina di scheleti di veicoli bruciati ingombrano la strade, si vedono dappertutto negozietti e baracche bruciate. Nessuno ha cominciato a pulire e ricostruire. Si temono nuove vuolenza. La zona intorno alla casa in mattoni dove facciamo prima accoglienza per bambini di strada e dove avremmo dovuto cominciare a far funzionare un il centro di fisioterapia e’ invece illesa. Jack mi spiega che se la maggioranza di Kibera e’ per Raila Odinga, qui siamo proprio nella zona dei fedelissimi.

Anche fuori dall’ ufficio del District Officer si sta distribunedo farina e fagioli, e c’e’ una fila di qualche decina di persone. “Vedi quel ragazzo in fila? – mi chiede Jack - lui e’ uno di quelli che ha bruciato le case degli altri, e casa sua non e’ stata toccata. E quell’ altro? E’ un ricco, non ha avuto danni, ma anche lui va a chiedere” …. e cosi via. La saga degli aiuti e’ incominciata. Speriamo che qualcosa arrivi anche alle vere vittime.

 

 

31 DICEMBRE 2007 - Rivolte dopo il voto in Kenya: centinaia i morti, imposto il coprifuoco

Proseguono disordini e scontri in Kenya, dopo la contestatissima riconferma di Mwai Kibaki alla Presidenza della Repubblica kenyota, con un margine di appena 230.000 voti sul candidato dell'opposizione Raila Odinga, pur dato in vantaggio dai sondaggi e dagli stessi risultati preliminari. La tv Kenya KTN ha riferito che negli scontri sono morte 124 persone. Il coprifuoco è stato imposto a Kisumu, dove ci sarebbero state 64 vittime.

Il partito e i sostenitori di Odinga contestano i risultati elettorali, accusando l'avversario di brogli per qualche centinaia di migliaia di voti. Anche gli osservatori dell'Unione europea dicono che la commissione elettorale kenyota non ha saputo garantire a sufficienza la sicurezza e la credibilità delle elezioni.

Manifestazioni di proteste si sono così svolte soprattutto a Nakuru, capoluogo della provincia centro-occidentale della Rifty Valley, e a Kibera, vasto e miserabile sobborgo alla periferia di Nairobi, entrambi roccheforti di Odinga e del suo partito Odm, l'Orange Democratic Movement. Solo a Nakuru nella notte hanno perso la vita nei tumulti almeno sette persone, ma si cercano altri cadaveri.

Si parla di 124 vittime, 64 solo nella parte occidentale del Paese. Ma il bilancio è destinato ad aggravarsi. Gli agenti hanno aperto il fuoco sulla folla per disperdere i facinorosi, ma a detta delle stesse fonti i decessi non sarebbero stati provocati dall'intervento delle forze di sicurezza, bensì sarebbero stati il risultato dei combattimenti divampati, dopo una breve tregua al calare delle tenebre, tra "gruppi politici rivali".

Agli abitanti di Kibera  è stato impedito di raggiungere il centro della capitale kenyota, dove in giornata il candidato ufficialmente sconfitto ha convocato un grande raduno per contestare l'esito della  consultazione. Per tutta risposta la folla è tornata così indietro, ma si è poi abbandonata a saccheggi e incendi di case ed esercizi commerciali appartenenti a esponenti del clan avverso.

Il governo ha imposto il coprifuoco sulla città di Kisumu, terza per importanza nel Paese africano e capoluogo della provincia occidentale di Nyanza, tra i principali epicentri delle violenze innesca. Alla polizia locale è stato inoltre impartito l'ordine di sparare a vista contro chiunque infranga le leggi.

La città è praticamente isolata dal resto del Paese: la compagnia di bandiera 'Kenya Airways' ha infatti reso nota la sospensione di tutti i voli da e per la località, a causa della mancanza di carburante provocata dai tumulti.
Odinga aveva organizzato una manifestazione per oggi a Nairobi, ma la polizia l'ha vietata. Il governo ha minacciato il suo arresto, mentre sono state oscurate le trasmissioni televisive.

 da RAINEWS24