Padre Antonino Magnani                  

Associazione “PADRE ANTONINO MAGNANI”

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Chi era Padre Antonino Magnani

Nasce a Piacenza in Via Taverna il 27 Maggio 1921 e al battesimo gli fu imposto il nome Mario. Entra nell’Ordine dei Frati Minori dell’Emilia Romagna e cambiò il nome con Antonino in onore del Patrono della sua città e diocesi.

A 25 anni P.Antonino fu ordinato Presbitero (sacerdote) in Santa Maria di Campagna.

Nel 1947 partì Missionario in Cina, fu poi costretto a lasciare per l’evento del comunismo.

Approdò in Papua Nuova Guinea nel lebbrosario di Aitape, realizzando così il suo ideale Missionario, fino all’eroica morte avvenuta il 18 Giugno 1976.

 

FRANCESCANI IN PAPUA NUOVA GUINEA

 

Lo stile di vita di Padre Magnani

Era per tutti nel lebbrosario di Aitape un francescano, un sacerdote, un medico, un direttore e amico fraterno, instancabile e brillante di mille iniziative. Ricordiamone alcune.

  • La confezione di biscotti e pane per integrare il vitto.
  • La confezione di candele da vendere alle varie stazioni missionarie.
  • Laboratori per lebbrosi come: sartoria, falegnameria, calzoleria, lavorazione della plastica e della pietra dura.
  • Negozi di vendita dei prodotti realizzati e gestiti dai malati di lebbra.
  • Complesso musicale la “Leproband”.
  • L’operazione tascapane, per consentire al malato una volta dimesso di poter portare con se gli attrezzi del mestiere appreso.
  • Il villaggio della Carità ora “Villaggio Padre Antonino” dove sono accolti i lebbrosi semi guariti ma ancora bisognosi di cure.

Per tutto questo e per altro ancora, abbiamo ritenuto dedicare la nostra Associazione a Padre Antonino Magnani.  Il seme che lui gettò nel solco in terra di missione possa ora crescere, anche a Piacenza, presso il Santuario di Santa Maria di Campagna, luogo a lui molto caro.

Così scriveva Padre Antonino in una delle sue tantissime lettere.
“La gioia più dolce per l’anima, su questa terra, è di poter ogni giorno di più divenire di Cristo, divinizzarsi, perdersi come in un mare d’amore e di luce, nella Santissima Trinità. E’ un pregustare la vita celeste! Ideale, questo, che si attua in Maria, la Mamma nostra celeste, con lei e per lei, mediatrice universale, centro con Cristo d’ogni creatura, di tutto il creato; nostro amore, al quale, unito a Cristo, deve sempre convergere il nostro cuore e unire tutte le creature in questo mondo”.

 

Lettera di P. Antonino alla madre

 Jesus - Maria
Aitape, 2 luglio 1962

 Carissima mamma, buon onomastico!

“….Vorrei esserti vicino, ma sono felice egualmente, perché so che tu sei tanto contenta che io sia qui tra questi poveri infelici. Sono felice perché so che tu comprendi il valore della vita missionaria e hai accettato con gioia e riconoscenza a Dio questo sacrificio. La ricompensa sarà tanto grande anche per te, mamma. Possa la Vergine ricompensare anche su questa terra la mia lontananza da te e sostenerti nelle altre prove e dispiaceri.

Cara mamma, la vita missionaria è bella, rende più buoni, perché fa vivere solo per le anime. Si dimentica se stessi e le cose di questa terra, e ci fa vivere solo per il Signore. Per questo si gode più pace interiore e serenità. Io credo che sia veramente un privilegio quello di essere chiamato alle missioni. Perciò ringrazio Dio. Certo è un grande sacrificio lasciare la famiglia e specie la mamma, lasciare gli amici e i luoghi ove si è vissuti sin dall’infanzia, ma questo sacrificio viene alleggerito dalla grazia di Dio e compensato dalla sua gioia interiore….”

 

L’ULTIMA LETTERA SCRITTA ALLA MAMMA

La vita di P. Antonino in 
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TESTIMONIANZE SULLA SUA VITA

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