Associazione “Padre Antonino Magnani”

Circolo a.n.s.p.i.

 

BASILICA SANTA MARIA DI CAMPAGNA
Piazzale delle Crociate, 5/A   - 29100 PIACENZA

Codice Fiscale   91065520339

                                                

 

·       PROGETTO DI VITA PER IL VOLONTARIATO IN MISSIONE

 

            

                                                                        

 

LE PRIORITA’

 

 

 

1.   LA FORMAZIONE: Umana e Cristiana

2.   LA FRATERNITA’: Gruppo Volontari e in Missione

3.   LA COMUNIONE: Chiesa Locale e Chiesa di Missione

4.   LA MISSIONARIETA’: Servizio e Testimonianza.

 

 

1 – LA FORMAZIONE: Umana e Cristiana

 

La Formazione è molto importante per la delicatezza e la problematica dell’impegno che comporta il volontariato in terra di missione, pertanto è previsto un congruo tempo di preparazione per chi intende partire come volontario.

La Formazione permette di consolidare le attitudini e le scelte dell’impegno assunto dal volontario, ma ha anche lo scopo di infondere la sufficiente conoscenza dell’ambiente in cui si reca, del contesto socio-culturale, della storia di quel popolo, dello sviluppo ecclesiale e della lingua.

La Formazione umana e cristiana, rende più forte il volontario e gli consente di affrontare con maggior impegno i problemi e le proprie responsabilità in terra di missione.

La motivazione prioritaria che sostiene il volontario, nelle sue scelte di servizio alla Chiesa e al mondo, è costituita dalla fede in Gesù Cristo. Pertanto i punti fermi che implicano la fede devono essere assimilati e approfonditi con un’appropriata catechesi.

Altro elemento importante nell’impegno del volontario è la professionalità, quindi si ritiene indispensabile che egli abbia qualche qualifica.

Durante la Formazione il volontario, oltre allo studio, si presterà a diverse esperienze nel settore caritativo, per imparare la solidarietà e vivere la missione.

 

ITER-FORMATIVO

 

-         Equilibrio psicologico e sereno adattamento nell’ambiente di missione.

-         Maturità cristiana basata sulla fede adulta, testimonianza e impegno ecclesiale.

-         Capacità di gratuità che è donare senza ricevere nulla in cambio.

-         Capacità d’apertura, d’adattamento e dialogo con tutti.

-         Sentire il “Volontariato in Missione” come “scelta di vita”.

 

2 – LA FRATERNITA’: Gruppo Volontari e di Missione

 

Il Volontario che parte non lo fa per se stesso, ma come “Gruppo dei Volontari”, che noi chiamiamo “Fraternità dei Volontari”, per essere, prima ancora di dire e fare, una “presenza di Chiesa” radunati insieme nel nome di Gesù Cristo.

La vita di fraternità fra i Volontari è posta su:

La vita di Fraternità in Missione è posta su:

Interculturazione per conoscere e rispettare la loro cultura, la vita sociale, il rapporto con Dio.

 

 

      Camminare insieme con la Chiesa locale partecipando ai loro programmi di pastorale.

 

3 – LA COMUNIONE: Chiesa Locale e Chiesa in Missione

 

La Chiesa non esiste e non vive per se stessa: essa è la continuità nel tempo e nello spazio della presenza viva del Cristo e della sua missione, dono d’amore del Padre ed è portata avanti dalla forza dello Spirito. La Chiesa pertanto è chiamata e mandata verso il mondo per essere il segno che segna, strumento di salvezza e presenza viva. La missione sta nel cuore della chiesa; non come una delle altre attività, ma è la sua ragione d’essere; non è privilegio di pochi, ma il dovere di tutti i battezzati; ogni cristiano è convocato da Dio e inviato nel mondo.

La missione della chiesa si rivolge al suo interno e si protende all’esterno.

Gesù ha chiamato i discepoli per stare e fare amicizia vera e profonda con Lui, per fare e testimoniare amicizia reciproca tra noi e con tutti gli uomini della terra: “Chiesa Comunione”.

Gesù ha inviato i discepoli ad annunciare a tutti l’Amore di Dio, a sconfiggere il male e a vivere in solidarietà concreta e liberante con tutti gli uomini della terra: “Chiesa Missione”.

La vera visione di “Comunione” è costituita dall’insieme dei sacerdoti e dei laici, corresponsabilmente, nel farsi carico di un territorio, con ministeri e servizi in ruoli diversi, nell’animarlo e trasformarlo nella vita stessa di Gesù e nell’Amore di Dio Padre.

E’ la Chiesa locale il soggetto della Missione. A lei è data podestà dell’annuncio e solidarietà verso il mondo intero. Questo Servizio lo attua attraverso i suoi membri che hanno avuto la specifica chiamata missionaria e per questo li invia, non li abbandona, ma se ne fa carico responsabilmente.

La Comunione con la Chiesa:

-         Con la Chiesa di Piacenza (associazione, frati, diocesi): una comunione che andrà sempre    ricercata e vivificata.

-         Con l’Associazione: accettare e vivere i suoi fini e scopi; vivere il legame associativo; continuo riferimento con i responsabili, per tutto il periodo di servizio in missione, in modo particolare in caso di difficoltà in loco e al rientro in patria.

-         Dopo il rientro dalla missione, il volontario continuerà ad appartenere all’Associazione e alla “Fraternità Volontari”.

-         Non va in missione a nome proprio, ma è mandato dalla Chiesa Locale e

      dall’Associazione e continua la sua appartenenza.

-         In terra di missione mantiene i legami affettivi con la propria famiglia di sangue, la Chiesa di Piacenza-Bobbio e l’Associazione, con contatti telefonici, lettere o posta elettronica.

-         Si rende disponibile per l’animazione missionaria nei periodi di riposo al rientro e di vacanza.

-         Il volontario va in missione non per collaborare con i sacerdoti o religiosi nei vari servizi, ma soprattutto per vivere corresponsabilmente, con gli altri, questo tipo di Chiesa. E’ il vivere la Comunione. Così il servizio che svolgerà sarà certamente diverso.

-         Il Consiglio dell’Associazione con i responsabili della “Fraternità Volontari” stipulerà, durante la preparazione della partenza del volontario, un progetto di vita che regoli il rapporto reciproco per tutto il tempo di vita in missione.

 

 

 

4 – LA MISSIONARIETA’: Servizio e Testimonianza

 

La Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ha indicato alcuni criteri per vivere i valori ecclesiali, per quei Laici che desiderano andare in luoghi di missione e sono:

La presenza del volontario cristiano in missione, si caratterizza in modo particolare per la testimonianza evangelica che offre. Una negativa testimonianza rischia di compromettere la credibilità e a volte l’efficacia dell’evangelizzazione e il proprio servizio.

Tenendo presente queste esigenze il volontario s’impegnerà a vivere la propria esperienza, con le seguenti indicazioni:

 

 

 

     Nota

 

Il presente Progetto è stato preparato con l’ausilio del documento:

“I LAICI NELLA MISSIONE –AD GENTES- E NELLA COOPERAZIONE TRA I POPOLI” (CEI).

ASPETTO ECONOMICO.(clicca qui)

Per l’Associazione è importante anche quest’aspetto, indispensabile per una legittima sicurezza economica per il volontario, perché sia trattato secondo il criterio evangelico:

“Cercate prima di tutto il Regno…..il resto vi sarà dato”.

• l’Associazione troverà, con la logica del Vangelo e fidandosi della Provvidenza, modi ed   iniziative per raccogliere fondi di finanziamento di sostegno ai volontari.

• L’Ufficio Missionario Diocesano contribuirà a sostenere l’assicurazione sanitaria del volontario in terra di missione.

La Conferenza Episcopale Italiana eroga un contributo di partecipazione ai costi sostenuti dal volontario per la prosecuzione volontaria di versamenti pensionistici fino ad un massimo di € 4.500,00.

• Le spese di viaggio d’andata e ritorno in aereo e quelle d’uso personale in missione sono a carico del volontario, per quanto riesce a sostenere, il resto mancante sarà sostenuto dall’Associazione.

• Il vitto e l’alloggio in missione del volontario, sono a carico dell’Organizzazione ospitante.

• Prima della partenza del volontario per il Servizio di missione, si sottoscrive la Convenzione tra il Vescovo della Diocesi di Piacenza-Bobbio e il Vescovo della Diocesi che accoglie.